Immenso Nibali, Araba Fenice, risorge e vince “solo al comando” la 19^ tappa

Con una splendida azione nata verso la fine dell’Colle dell’Agnello, rafforzata in discesa, ed impreziosita dall’attacco sul finale dell’ultima salita verso Risoul il campione italiano Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) ha vinto, la diciannovesima tappa del 99º Giro d’Italia, da Pinerolo a Risoul di 162 km arrivando al traguardo da “solo al comando”. Al secondo posto Mikel Nieve (Team Sky) e al terzo il colombiano Esteban Chaves (Orica Greenedge), nuova maglia rosa.

Vicenzo Nibali dedica la vittoria al piccolo Rosario Costa, la giovane promessa dell’A.S.D. Nibali venuto a mancare qualche settimana fa per un incidente stradale. Fonte foto: Comunicato Stampa RCS – Gazzetta dello Sport

Vincenzo Nibali trova finalmente la vittoria dopo le tante critiche da parte dei media. Appena arrivato sul traguardo lo Squalo da grande uomo ha rivolto il suo primo pensiero al piccolo Rosario Costa, dedicandogli la vittoria, per poi scoppiare in un pianto liberatorio subito dopo il traguardo. Per noi appassionati e tifosi del Vicenzo “nazionale” questa vittoria vale più di un Giro d’Italia! L’attuale situazione della classifica generale riapre i giochi ma per Vincenzo è già un grosso riscatto nei confronti di chi lo dava per bollitto e prossimo al ritiro. L’impresa odierna ci ha regalato emozioni che non provavamo da tempo ormai.

Esteban Chaves (Orica Greenedge) è la nuova Maglia Rosa di leader della Classifica Generale.

Durante i primi chilometri di gara si susseguono vani tentativi di uscita dal gruppo. La fuga decisiva parte sul traguardo volante di Sampeyer dove Monfort, Ulissi e Wyss riescono a trascinare con loro un folto gruppetto composto da 24 ciclisti.

Superato Chianale, Ulissi attacca in compagnia di Scarponi e Silin. L’aquila di Filotrano però prova ad allungare e fa, dopo pochi metri, il vuoto. Il gruppo maglia rosa è guidato dagli uomini della Lotto NL Jumbo; in testa per fare l’andatura ma basta un cambio di ritmo da parte dell’ Orica GreenEDGE per sgretolare la squadra della maglia rosa lasciando Steven Kruijswijk, da solo, a gestire la corsa. Terminato il lavoro dei compagni è Esteban Chaves a provare l’allungo seguito a ruota da Alejandro Valverde (Movistar); trova qualche difficoltra Vincenzo Nibali che rimane leggermente attardato salendo del suo passo. Affiancato da Majka e Zakarin riesce a recuperare su Chaves & C. visto che il colombiano, non trovando la collaborazione degli avversari, prontamente si rialza. All’ennesimo affondo di Chaves riescono a rispondere solo Nibali e la maglia rosa che, in pochi metri, guadagnano un discreto vantaggio su Alejandro Valverde, Uran, Zakarin e Majka. Davanti è Michele Scarponi a conquistare la Cima Coppi 2016. La svolta alla classifica generale arriva con la discesa. Nibali si porta in testa con l’intenzione di guadagnare secondi preziosi per la conquista del podio, ai danni di Valverde, mentre  Kruijswijk, posizionato sulla ruota di Chaves, sbaglia una curva e sbatte contro un muro di neve a bordo strada. L’auto della Vittoria presta assistenza ma, complice la botta, la maglia rosa non trova il giusto ritmo di pedalata. Passano più di 11 km affichè l’ammiraglia possa sostituire la bici all’olandese. Sono numerose le cadute in questa difficile discesa a farne le spese, tra gli altri, il russo Ilnur Zakarin (Katusha) che finisce fuoristrada riportando la frattura della clavicola. L’infortunio costringe al ritiro il quinto della generale.

Chaves durante la discesa ritrova il compagno di squadra  Ruben Plaza, reduce dalla fuga, che consente di rifiatare e mantenere il vantaggio acquisito rispetto agli inseguitori. L’ammiraglia dell’Astana ferma Scarponi e in testa rimane solo Maxime Monfort (Lotto Soudal). Scarponi da il tutto fino ai meno 8 km dalla conclusione ed è lì che inizia l’impresa dello Squalo. Del gruppetto che si era formato, riagguantando i fuggitivi, rimangono solo Chaves,  Nieve e Ulissi.  Nibali tenta diverse volte di far lavorare Chaves in odore di maglia rosa ma le successive accellerazioni del siciliano mettono in crisi il giovane colombiano che molla la presa e lascia andare Nibali da solo verso il traguardo.

Esteban Chaves termina la tappa con un ritardo di 53”, il gruppetto Valverde, Uran e Majka con 2′ 14” e l’ex maglia rosa con  4’54”. E’ il terzo colombiano a vestire la Maglia Rosa dopo Rigoberto Uran e Nairo Quintana (entrambi la vestirono nel 2014). Questa è l’undicesima Maglia Rosa per la Colombia (Uran 4; Quintana 6; Chaves 1). Esteban Chaves veste la sua prima maglia rosa esattamente 80 anni dopo il giorno in cui Gino Bartali vestì per la prima volta il simbolo del primato e 40 anni dopo la “prima” di Francesco Moser.

Grande la prova di Michele Scarponi che riununcia alla vittoria di tappa per aiutare il proprio capitano nell’impresa.

RISULTATO FINALE

1 – Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) – 162 km in 4h19’54”, media 37,398 km/h
2 – Mikel Nieve (Team Sky) a 51″
3 – Esteban Chaves (Orica Greenedge) a 53″

MAGLIE

  • Maglia Rosa,  Esteban Chaves (Orica Greenedge)
  • Maglia Rossa,  Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo)
  • Maglia Azzurra, Damiano Cunego (Nippo – Vini Fantini)
  • Maglia Bianca, Bob Jungels (Etixx – Quick-Step)
CLASSIFICA GENERALE
1 – Esteban Chaves (Orica Greenedge)
2 – Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) a 44″
3 – Steven Kruijswijk (Team Lotto NL – Jumbo) a 1’05”
4 – Alejandro Valverde (Movistar Team) a 1’48”
5 – Rafal Majka (Tinkoff) a 3’59”
Esteban Chaves sorridente sul podio per la prima maglia rosa della sua carriera. Fonte foto: Comunicato stampa RCS – Gazzetta dello Sport

Vincenzo Nibali: “Oggi ho vinto di rabbia. Tutto quello che è successo nei giorni scorsi non è stato semplice da gestire. Voglio dedicare questa vittoria a Rosario [un allievo della squadra giovanile di Nibali morto per un incidente nei giorni scorsi]. Sono molto felice. È stata una tappa durissima. Ora voglio mantenere i piedi per terra. C’è un’altra tappa molto difficile domani”.

Esteban Chaves: “È stata dura. Sono felice di indossare la Maglia Rosa ed essere vicino alla vittoria nel Giro ma domani c’è un’altra tappa davvero complicata. Mi spiace per Steven Kruijswijk. Ha fatto un piccolo errore in discesa ma si è difeso con grande coraggio. Ho provato a stare con Nibali ma era troppo forte per me oggi”.

Domani ventesima e penultima tappa del 99° Giro d’Italia da Guillestre – Sant’Anna di Vinadio per un totale di 134 km e 4100 m di dislivello. Se la tappa di oggi ha dato spettacolo quella di domani ci riserverà grandi emozioni visti i distacchi contenuti nella classifica generale. Si tratta di una sequenza di quattro salite intervallate da tre discese senza tratti di pianura. Si scalano il Col de Vars (19 km), il Col de la Bonette (22 km), il Colle della Lombarda (20 km) e i 2,3 km che portano al Santuario di Sant’Anna. Tutte le salite (in gran parte sopra i 2000 m di quota) sono ampie con numerosissimi tornanti e fondo stradale buono. Unico tratto a carreggiata ristretta è la discesa impegnativa dal colle della Lombarda fino ai piedi degli ultimi 2,3 km.

Gli ultimi 2300 m, tutti in salita, presentano pendenze dal 9% all’11%. Strada abbastanza stretta con alcuni tornanti. Ultime centinaia di metri tra le case del Santuario con brevi rampe e curve strette. Rettilineo d’arrivo di 50 m su asfalto largo 6 m.

Fonte foto: Comunicato Stampa RCS – Gazzetta dello Sport
Fonte foto: Comunicato Stampa RCS – Gazzetta dello Sport
Fonte foto: Comunicato Stampa RCS – Gazzetta dello Sport
Fonte foto: Comunicato Stampa RCS – Gazzetta dello Sport

 

Luigi - Appassionato di ciclismo, cicloamatore “completo” (lento su tutti i fronti: pianura, salita e discesa) e curatore del blog: "Soli al comando".

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