Giro d’Italia 2019: Tra rivelazioni e conferme

Il Giro che si è concluso da meno di 24 ore ci ha lasciato grandi segnali, alcune conferme, ma soprattutto delle grandi rivelazioni. Vorrei proprio partire dalle rivelazioni, sono tutti giovani, il 90% di questi sono italiani e questo dovrebbe essere motivo d’orgoglio per noi.

Le rivelazioni

Il primo che voglio citare è Giulio Ciccone, abruzzese classe 1994, ha fatto un Giro straordinario. Si è preso la maglia azzura di miglior scalatore conquistando i punti ai GPM in ogni tappa, si è lanciato in quasi ogni fuga ed è andato a prendersi il tappone (orfano del Gavia) ma pur sempre impegnativo. Il ragazzo c’è e pure il motore.

Giovani Carboni, anche lui molte volte in fuga, ha indossato la maglia bianca per alcuni giorni e tenendo presente che è del 1995, quindi giovanissimo, va già molto forte.

Continuo con Andrea Vendrame classe 1994 dopo un brutto incidente che rischiava di porre fine prematuramente alla sua carriera è riuscito a riprendersi. Ha quasi vinto una tappa, solo la sfortuna di un guasto meccanico glielo ha impedito, ma anche lui c’è.

Ed infine lui, Damiano Cima. Tanti km in fuga, tanta visibilità per la sua squadra e poi il colpo che non ti aspetti, il colpo da finisseur degno di un maestro, ha messo nel sacco tutti e a Santa Maria di Sala ha trionfato. Io ero lì quel giorno ed il boato che si è alzato sul traguardo è stato emozionante. Gran Giro per lui e per tutta la Nippo Vini Fantini.

Le conferme

Le conferme sono loro:

Vincenzo Nibali, lo Squalo. Ha fatto un grande Giro, non è riuscito a mordere definitivamente ma ci ha provato, ha regalato suspance, emozione e gioia ai suoi tifosi.

Primoz Roglic, la prima settimana va come una moto si prende due cronometro, sembra veramente avere in mano il Giro ma poi la sua forma è venuta meno e il risutato è visibile a tuti, non riesce a prendere il volo come sperava.

Miguel Angel Lopez, scalatore purissimo e miglior giovane, un buon Giro per lui, forse qualcosa da migliorare.

Complimenti a Richard Carapaz, ha meritato questo Giro. Lo ha vinto sulle Alpi, a Courmayeur, con quello scatto, sembrava potessero chiudere sia lo Squalo che Roglic ma invece hanno fatto il “tira tu che tiro io” e lì hanno perso l’occasione. Scalatore puro sempre in controllo grazie alla sua corazzata.

Complimenti anche all’organizzazione sempre impeccabile.

Spero questo mio primo articolo vi sia piaciuto, grazie alle persone che leggeranno.

Ciao!

 

Ciao a tutti, sono nuovo nel blog e mi appresto a scrivere per la prima volta. Sono Alessandro un ragazzo appassionato di ciclismo fin da bambino. Ho mosso i miei primi passi nel ciclismo nelle categorie giovanili. Poi ho deciso di dedicarmi al ciclismo amatoriale però rimanendo un grande appassionato di questo fantastico mondo.

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