Nibali da leggenda! Scatta sul Colle della Lombarda e fa suo il 99° Giro d’Italia

Il 28 maggio 2016 sarà una data che rimarrà nella storia! Il traguardo di Sant’Anna di Vinadio diventa il palcoscenico perfetto che incorona Vincenzo Nibali vincitore della 99° edizione del Giro d’Italia. A distanza di 3 anni lo Squalo conquista nuovamente la maglia rosa in un’impresa da leggenda. Il Vincenzo “Nazionale” ribalta tutti i pronostici e strappa di potenza la maglia al colombiano Chaves. In solo due giorni ha recuperato più di cinque minuti sui suoi diretti avversari. Vincenzo è una Leggenda!

Vicenzo Nibali sprinta sul traguardo di Sant’Anna di Vinadio alla ricerca di secondi prezioni per la maglia rosa. Fonte foto: Comunicato stampa RCS – Gazzetta dello Sport

La ventesima tappa del 99º Giro d’Italia, da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio di 134 km, è stata vinta dal corridore estone Rein Taaramae (Team Katusha)  dopo una fuga da lontano in solitaria che quasi passa in secondo piano vista l’impresa del campione siciliano. Al secondo e terzo posto chiudono, il podio di giornata, rispettivamente Darwin Atapuma (BMC Racing Team) e Joseph Lloyd Dombrowski (Cannondale Pro Cycling Team). L’Estonia è il 32° paese ad ottenere una vittoria di tappa nella storia del Giro grazie a Rein Taaramae. Il primo Estone a salire sul podio di tappa al Giro fu Jaan Kirsipuu, secondo a Marina di Grosseto nel 2005

Rein Taaramae esulta per la vittoria dedicandola a Ilnur Zakarin costretto al ritiro ierii. Fonte foto: Comunicato stampa RCS – Gazzetta dello Sport

La corsa parte leggermente in ritardo a causa di una protesta pacifica di attivisti francesi. La gara si anima sin dai primi metri dell’ascesa Col du Vars;  Damiano Cunego (NIPPO – Fantini) e Mikel Nieve (Team Sky) provano a lottare per la maglia azzura ma solo lo spagnolo riesce a tenere il passo degli altri attaccanti: Darwin Atapuma (BMC), Alexander Foliforov (Gazprom – Rusvelo), Gianluca Brambilla (Etixx – QuickStep), Joe Dombrowski (Cannondale), Giovanni Visconti (Movistar), Stefan Denifl (IAM Cycling) e Tanel Kangert (Astana). Poco dopo entreranno nella fuga anche Rein Taaramae (Katusha), Aleksey Rybalkin (Gazprom – Rusvelo) e Diego Ulissi (Lampre – Merida).  I fuggitivi riesciuranno ad ottenere un vantaggio massimo superiore ai 10 minuti.

L’Orica GreenEDGE controlla la corsa procedendo con un passo regolare. Sulla salita del Col de la Bonnette Nieve prova l’allungo e conquista da solo il GPM ipotecando la maglia azzura. In discesa i fuggitivi riprendono lo spagnolo e si forma un gruppetto composto da: Nieve,  Kangert, Visconti, Dombrowski, Atapuma, Foliforov e Taaramae; Brambilla si unirà a loro quasi al termine della discesa. Nel gruppo della maglia rosa salta Domenico Pozzovivo (Ag2r La Mondiale) che non riesce a mantere il ritmo.
La tappa si anima sul Colle della Lombarda. Le prime scintille partono da  Dombrowski, Atapuma e Visconti ma, a metà dell’ascesa, i due estoni  Kangert e Taaramae si uniscono agli uomini al comando.

La Tinkoff  prende le redini del gruppo maglia rosa ma è Jakob Fuglsang a fare l’andatura giusta per creare un po’ di selezione. Con Michele Scarponi e una sua accellerata ai meno 20 km Nibali porta via un gruppetto composto da:  Chaves, Kruijswijk,  Valverde, Majka,  Uran e Jungels.

Davanti Taaramae trova l’affondo decivo e si invola in solitaria al traguardo. Kangert viene fermato dall’ammiraglia perché dietro Nibali piazza il primo allungo seguito a ruota da Chaves e Valverde ma al successivo il colombiano non riesce a tenere il ritmo nonostante l’aiuto del connazionale Uran. Inizia una corsa contro il tempo che paralizza gli italiani davanti alla TV vedendo crescere pian piano il vantaggio dello Squalo. Con questa storica azione Nibali si aggiudica il suo secondo Giro d’Italia.
Sul traguardo tra i primi a fare i complimenti al campione siciliano i familiari di Chaves. Storico anche l’abbraccio con Valverde.

Per la seconda volta nella storia del Giro la leadership è passata nelle mani di tre atleti diversi nelle ultime 4 tappe (Kruijswijk: 14^-18^; Chaves 19^; e Nibali 20^). Il precedente è il 1913, quando i leader nelle ultime 4 tappe furono Eberardo Pavesi (6^), Giuseppe Azzini (7^), Carlo Oriani (8^ e 9^). All’epoca non esisteva la Maglia Rosa.

L’ultimo atleta che si era impossessato della Maglia Rosa solo alla penultima tappa era stato Stefano Garzelli nel 2000, dopo la cronometro del Sestriere. Prima di lui, Fausto Coppi nel Giro 1953

Per la seconda volta nella storia dopo il 1981 ci sono stati 8 leader diversi nello stesso Giro. Allora furono: Knut Knudsen, Guido Bontempi, Francesco Moser, Gregor Braun, Giuseppe Saronni, Roberto Visentini, Silvano Contini ed il vincitore Giovanni Battaglin

Fonte foto: Comunicato stampa RCS – Gazzetta dello Sport

CLASSIFICA GENERALE
1 – Vincenzo Nibali (Astana Pro Team)
2 – Esteban Chaves (Orica Greenedge) a 52”
3 – Alejandro Valverde (Movistar Team) a 1’17”
4 – Steven Kruijswijk (Team Lotto NL – Jumbo) a 1’50”
5 – Rafal Majka (Tinkoff) a 4’37”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, Vincenzo Nibali (Astana Pro Team)
  • Maglia Rossa, Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo)
  • Maglia Azzurra,  Mikel Nieve (Team Sky)
  • Maglia Bianca, Bob Jungels (Etixx – Quick-Step)
RISULTATO TAPPA
1 – Rein Taaramae (Team Katusha) – 134 km in 4h22’43”, media 30,603 km/h
2 – Darwin Atapuma (BMC Racing Team) a 52”
3 – Joseph Lloyd Dombrowski (Cannondale Pro Cycling Team) a 1’17”

Vincenzo Nibali [all’arrivo]: “È pazzesco. Non credevo avrei potuto vincere il Giro. Oggi è stata davvero una giornata spettacolare. Ho beneficiato del lavoro eccezionale della mia squadra. Ho corso senza la paura di perdere ma dopo la tappa di ieri ho capito che avrei potuto vincere il Giro. Ho attaccato quando ho visto gli altri soffrire. È meraviglioso”.

Vincenzo Nibali [in conferenza stampa]: “Conoscevo la tappa di oggi. Ho scalato La Bonnette al Tour de France in una precedente occasione [nel 2008]. È una salita dura e molto lunga ma la chiave è stata La Lombarda. Con Jakob Fuglsang e Michele Scarponi abbiamo tenuto la corsa sotto controllo mentre Tanel Kangert era in fuga, pronto ad aiutarmi. Dopo il mio attacco sono rimasto sempre informato della situazione. Era la prima volta che correvo testa a testa contro Esteban Chaves ma sapevo dalla Vuelta dello scorso anno che sarebbe stato un’osso duro. Ho continuato a spingere fino alla fine. Dopo aver attraversato il traguardo ho ascoltato lo speaker contare i secondi, solo allora ho realizzato che la Maglia Rosa era mia”.

Rein Taaramae: “La caduta di ieri di Ilnur Zakarin mi aveva davvero spaventato, ero li vicino a lui. Ho pensato al peggio ma quando l’ho visto seduto ho tirato un sospiro di sollievo. Oggi è stato difficile ricominciare a correre dopo lo spavento ma volevo anche vincere la tappa per dedicarla a Zakarin. Non stavo bene ad inizio tappa, sono stato l’ultimo corridore ad entrare nella fuga. Mentre scalavo il Col de La Bonette ho cominciato a stare bene sopra i 2000 metri, quindi ho attaccato sulla Lombarda nel punto più alto. Ho fatto sei settimane di allenamento in altura e questi sono i risultati”.


I commenti sui social


Domani ultima tappa, passerella finale, da Cuneo a Torino per un totale 163 km. Passaggio da Borgo San Dalmazzo  e rientro in direzione di Torino. Si procede per strade statali larghe e rettilinee attraverso la pianura fino a Torino, dove si entra nel circuito finale da ripetere otto volte. Il circuito di Torino misura 7,5 km e si svolge quasi tutto sulla riva destra del Po. Passato il traguardo si gira attorno alla Chiesa della Gran Madre per affrontare l’unica breve salita della tappa (da ripetere otto volte) che porta alla Villa della Regina (750 m dal 4 al 6% con un breve picco all’8% in vetta). Segue una veloce discesa fino a Corso Moncalieri che conduce poi dall’altro lato del Po. Qui la corsa passa sotto Ponte Balbis ed entra nel parco del Valentino che attraversa fino all’ultimo km. Negli ultimi 1000 m due curve prima e dopo Ponte Umberto I e quindi rettilineo finale di 600 m in asfalto, larghezza 8 m.

 

Luigi - Appassionato di ciclismo, cicloamatore “completo” (lento su tutti i fronti: pianura, salita e discesa) e curatore del blog: "Soli al comando".

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